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Chiuse operazioni per 31,5 miliardi di euro, quasi il doppio rispetto allo scorso anno.

Chiuse operazioni per 31,5 miliardi di euro

M&A in Italia nel primo semestre 2018: il rapporto KPMG

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Altri contenuti

  • Tornano i big deal: 10 operazioni hanno superato il miliardo di Euro.
  • Le aziende italiane accelerano sulle acquisizioni all’estero: 67 operazioni per 9 miliardi di controvalore.

Milano, 27 giugno 2018 – Il mercato M&A italiano nel primo semestre del 2018 ha registrato 333 operazioni per un controvalore di oltre 31,5 miliardi di Euro. Si tratta di un significativo incremento rispetto al dato relativo al primo semestre 2017, quando ci si era fermati a 17 miliardi di controvalore con un numero di operazioni superiore di circa il 20%.

In attesa della formalizzazione della fusione tra Luxottica ed Essilor, seconda operazione per controvalore nella storia dell’M&A in Italia, con i suoi circa 25 miliardi di Euro, protagonisti di questo primo semestre sono già stati i ‘big deal’, con ben 10 operazioni di controvalore superiore al miliardo di Euro. A titolo comparativo, si consideri che erano state solo 7 nell’intero 2017, di cui 3 nel primo semestre.

Le imprese italiane tornano a fare acquisizioni all’estero

Adesso che la crisi economica in Italia sembra superata, finalmente le grandi corporate italiane stanno mostrando interesse per le acquisizioni all’estero e per l’internazionalizzazione”, commenta Max Fiani, Partner, KPMG e coordinatore del rapporto M&A. Ben 5 tra le operazioni con controvalore superiore al miliardo di Euro sono state infatti finalizzate da società italiane all’estero. In particolare, si evidenza Atlantia, che, in attesa di completare il processo di acquisizione della spagnola Abertis (in partnership con ACS ed Hochtief), ha finalizzato l’acquisizione di un 30% circa di Cellnex Telecom e consolidato la partecipazione detenuta in Groupe Eurotunnel.

Nella stessa direzione, si segnalano i transformational deal che hanno visto protagonisti Ferrero e Prysmian sul mercato statunitense. Lo storico marchio di  Alba ha  acquisito  la  business  unit  dolciaria  statunitense  di    Nestlè (controvalore pari a 2,3 miliardi di Euro), mentre Prysmian ha rilevato l’americana General Cable (controvalore pari a 1,3 miliardi di Euro).

Nel corso del primo semestre 2018 sono stati complessivamente oltre 9 miliardi gli Euro investiti da società italiane in acquisizioni all’estero, stesso dato registrato nel corso dell’intero 2017.

Estero su Italia: rallenta l’attività degli investitori esteri

Sembra lievemente affievolito l’interesse degli investitori esteri verso gli asset italiani, con le operazioni Estero su Italia che hanno registrato un rallentamento importante (circa 30% contro il 2017) in termini di numero, pur reggendo in termini di controvalore. “Un chiaro indizio che la stagione dei saldi sta finendo – sottolinea Fiani – chi vuole investire in Italia deve prepararsi a riconoscere multipli superiori rispetto a quanto visto nel recente passato”. Questo è ciò che ha fatto il fondo statunitense Global Infrastructure Partners, che ha acquisito NTV, società di infrastrutture e servizi di interesse nazionale per quasi 2 miliardi di Euro. Di pari rilevanza anche se di diversa natura strategica è stato l’investimento in Telecom del fondo Elliott International, che ha un holding period decisamente più contenuto ed una strategia di investimento da hedge fund.

M&A Italia su Italia

Vivace anche il mercato domestico: il controvalore complessivo registrato nel periodo considerato è stato pari a 12 miliardi di Euro, in crescita di quasi tre volte rispetto ad analogo periodo dello scorso anno. Particolarmente attivo il settore utilities, con la sola Italgas che ha completato 7 acquisizioni. Mancano all’appello le banche, che in questo periodo storico sono concentrate principalmente sulla gestione degli attivi non-performing; più attivo, invece, il mercato delle compagnie assicurative, in particolare sul segmento degli accordi di banca-assicurazione.

IPO

Il clima di incertezza politica successivo alle elezioni del 4 marzo ha rallentato invece il numero di quotazioni in Borsa: sulle 14 IPO complessive, di cui ben 6 hanno riguardato SPAC, solo Carel Industries ha scelto il segmento MTA, con le altre protagoniste sul mercato AIM. 

Private Equity

Sono state ben 46, infine, le operazioni finalizzate da fondi di Private Equity sul mercato italiano per un controvalore complessivo pari a quasi 4,5 miliardi di Euro. Esattamente la metà sono state concluse da operatori esteri. Oltre alla già citata NTV, meritano una menzione l’acquisizione di una quota di maggioranza in Fedrigoni da parte di Bain Capital (600 milioni di Euro il controvalore) e del gruppo La Piadineria da parte di Permira (per un controvalore non specificato, ma identificato dalla comunità finanziaria intorno ai 200 milioni di Euro). 

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