Molti annunci, ma poche grandi operazioni chiuse | KPMG | IT

Molti annunci, ma poche grandi operazioni chiuse

Molti annunci, ma poche grandi operazioni chiuse

Mercato M&A in Italia nel 2017: il rapporto KPMG Corporate Finance

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  • Nel 2017 sono state finalizzate operazioni per soli 41 miliardi di euro;
  • In termini di numero di operazioni il mercato si dimostra invece molto dinamico con 733 operazioni (in linea con il 2016);
  • Nel 2018 operazioni già annunciate per oltre 35 miliardi di euro.

 

Milano, 21 dicembre 2017 – Nel 2017 il mercato italiano delle fusioni e acquisizioni ha registrato 733 operazioni (-1% rispetto alle 740 del 2016) per un controvalore complessivo pari a circa 41 miliardi di euro (-28% rispetto ai 56 miliardi del 2016).

Il mercato italiano M&A del 2017 è stato caratterizzato da molte grandi operazioni annunciate, ma anche da processi lunghi e complessi di finalizzazione delle stesse. Molti deal, anche rilevanti sia per controvalore sia per il loro valore industriale, sono stati annunciati nel corso dell’anno ma non si sono ancora chiusi. E’ di gennaio, ad esempio, l’annuncio della fusione tra Luxottica ed Essilor, operazione che si chiuderà però solo nel primo trimestre del 2018, a causa dell’intervento dell’Autorità Antitrust Europea. L’approvazione della stessa Autorità è necessaria per l’acquisizione dell’Ilva da parte di AM Investco, veicolo controllato da ArcelorMittal e attualmente partecipato dal Gruppo Marcegaglia (si parla di una sua eventuale sostituzione nella compagine azionaria in favore di CDP e/o del Gruppo Intesa). Appassionante la vicenda che vede protagonista Atlantia, che ha avanzato un’offerta per rilevare la concessionaria autostradale Abertis e deve oggi fronteggiare la concorrenza della spagnola ACS. Fari puntati infine su Alitalia, i cui Commissari straordinari stanno vagliando ormai da diverso tempo le offerte sul tavolo.

Per Max Fiani, Partner KPMG e curatore del rapporto “Sono ancora aperti tanti importanti dossier in settori strategici per il destino competitivo del nostro Paese che dimostrano in sostanza l’impatto dei processi di globalizzazione sull’economia italiana e l’appeal degli asset italiani per gli investitori esteri e dall’altro evidenziano il coraggio imprenditoriale di elementi di spicco dell’industria italiana”.

Si conferma l’interesse degli investitori esteri verso le aziende italiane: 244 operazioni realizzate nel 2017 per un controvalore complessivo di circa 20 miliardi di euro (erano stati 19 miliardi di euro in 240 operazioni nel 2016). Le operazioni di natura finanziaria, come l’acquisizione di una quota vicina al 12% di Autostrade per l’Italia da parte di Allianz Capital e Silk Road, che hanno investito un totale di circa 1,75 miliardi di euro, sono un segnale importante di un sentiment finalmente positivo sul recupero economico nazionale. Interessanti dal punto di vista strategico e industriale sia l’acquisizione per 260 milioni di euro del produttore emiliano di riduttori Brevini da parte della multinazionale statunitense Dana sia quella del produttore di software Tagetik da parte del colosso olandese dell’editoria professionale Wolters Kluwer per 300 milioni di euro.

Decisamente più contenuti rispetto allo scorso anno gli investimenti in M&A da parte di società ed imprenditori italiani, che in 489 operazioni (-2% rispetto alle 500 del 2016) hanno investito 20,6 miliardi (-42% dai 37 miliardi dello scorso anno), di cui 11,3 in Italia e 9,3 all’Estero. Da segnalare sul versante cross border out il dinamismo di Ferrero, che ha finalizzato le acquisizioni delle statunitensi Fannie May e Ferrara Candy e del Gruppo Techint, che ha incrementato la sua presenza in Sudamerica rilevando dal Gruppo Thyssen il business delle acciaierie brasiliane (CSA Siderúrgica do Atlântico) per 1,5 miliardi di euro.

A livello settoriale, anche il 2017 è stato dominato dai Financial Services, che ha registrato ben 4 operazioni con controvalore unitario superiore al miliardo di euro. Si tratta dell’acquisizione di Pioneer Investments da parte di Amundi, della cessione del 32% di Bank Pekao da parte di Unicredit e dell’acquisizione di Allfunds Bank da parte del Fondo Hellmann&Friedman, oltre alla manovra difensiva di Generali che ha acquisito il 3% del capitale di Intesa ad inizio anno. In totale il settore ha registrato 70 operazioni (in linea con il 2016) per un controvalore di circa 14,6 miliardi di euro (contro i 21,2 dello scorso anno).

Continua a dimostrarsi particolarmente interessante il settore Support Services & Infrastructures (SS&I) con più di 100 operazioni ed un controvalore di 7,5 miliardi di euro (93 operazioni per 7,1 miliardi di euro nel 2016). Oltre alle già citate operazioni sul capitale di Autostrade per l’Italia, segnaliamo la riorganizzazione del Gruppo Save, che ha comportato il delisting della società. Il controvalore per il 100% è stato pari a 691 milioni di euro.

Il settore dell’Energy and Utilities si è attestato sui 6,6 miliardi di euro, in linea con lo scorso anno, con 75 operazioni. Di particolare rilievo le cessioni da parte di Eni del 25% di Eni East Africa a Exxon per un controvalore di circa 2,4 miliardi di euro e del 30% di Zohr Gas Field, acquisito da Rosneft per circa 960 milioni di euro.

I settori Consumer e Industrial Markets mantengono i primi posti in termini di numero di operazioni, rispettivamente con 221 e 168, con un controvalore di 3,8 e 7,2 miliardi di euro.

In Borsa il 2017 è stato caratterizzato dal ritorno sul listino di Pirelli, che ha quotato il 40% del capitale, raccogliendo circa 2,6 miliardi di euro, ma anche dalla quotazione di piccole-medie imprese, con il mercato AIM che ha accolto 21 nuove matricole tra cui 7 SPAC. Proprio il ricorso a questo strumento ha permesso l’accesso sui mercati regolamentati al Gruppo Orsero, SIT La Precisa, Avio ed Aquafil.

Le società italiane acquisite da fondi di Private Equity nel periodo sono state 87, di cui 39 acquisite da fondi italiani (controvalore complessivo pari a 500 milioni di euro) e 48 da fondi esteri (controvalore complessivo pari a 2,3 miliardi di euro). Solo 2 invece le acquisizioni all’estero da parte di fondi italiani, finalizzate da Ambienta (tramite la controllata Lakesight Technologies) e F2i rispettivamente in Germania e Spagna. Transazioni di grande interesse hanno riguardato Allfunds Bank, ceduta a Hellmann&Friedman dal Gruppo Intesa e dal Gruppo Santander per un controvalore totale pari a circa 1,9 miliardi di euro ed il Gruppo TBS, acquisito da Permira per circa 90 milioni.

I numeri di quest’anno sono da analizzare con estrema attenzione; nonostante la riduzione nei controvalori, il mercato si è dimostrato molto vivace ed il numero di operazioni è in linea con i valori record dello scorso anno. L’inizio del nuovo anno si presenta con le elezioni politiche ormai alle porte. Riteniamo che gli investitori, soprattutto esteri, possano rallentare la loro attività in attesa che il quadro politico italiano si stabilizzi. In generale però anche nel nuovo anno continuerà l’interesse per il mercato italiano.” sottolinea sempre Fiani.

Il 2018 può contare come mai successo negli anni precedenti su una pipeline veramente ricca di operazioni annunciate e non ancora finalizzate. Gli analisti KPMG stimano almeno 35 miliardi di euro (esclusa l’eventuale operazione Abertis). Oltre alle già citate Luxottica-Essilor ed AM Investco-Ilva, merita di essere citata l’acquisizione di General Cable Corporation da parte di Prysmian, per un controvalore di oltre 2,5 miliardi di euro. Interessante anche il consolidamento nel settore assicurativo, in cui Cattolica Assicurazioni, dopo l’ingresso nel proprio capitale da parte di Berkshire Hathaway, rileverà quote pari al 65% di Avipop Assicurazioni e Popolare Vita da Banco BPM per un controvalore complessivo pari a circa 850 milioni di euro.

 

 

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