M&A in Italia nel primo semestre 2017 | KPMG | IT

M&A in Italia nel primo semestre 2017: il rapporto KPMG Corporate Finance

M&A in Italia nel primo semestre 2017

Il mercato aspetta la chiusura delle grandi operazioni.

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Formalmente chiuse operazioni per soli 16,6 miliardi di euro, ma in “pipeline” ci sono grandi operazioni come Luxottica/Essilor e Atlantia/Abertis che promettono di riportare il mercato M&A italiano su controvalori rilevanti.

 

Milano, 3 luglio 2017 – Il mercato M&A italiano nel primo semestre del 2017 ha registrato 390 operazioni per un controvalore di 16,6 miliardi di euro. Si tratta di un arretramento rispetto al dato relativo al primo semestre 2016, che era stato pari a 25,3 miliardi di euro, dovuto secondo gli analisti KPMG essenzialmente all’assenza di grandi operazioni. Alcune di queste però dovrebbero finalizzarsi nei prossimi mesi.

Un segnale ampiamente positivo è rappresentato invece dall’incremento del 30% in termini di numero di operazioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: nel primo semestre 2017 sono state chiuse 390 operazioni contro le 298 dello stesso periodo dello scorso anno.

Il dato di chiusura di quest’anno dipenderà dalle tempistiche di chiusura della fusione tra Luxottica ed Essilor che vale circa 25 miliardi di euro e dell’acquisizione della spagnola Abertis da parte di Atlantia per oltre 14 miliardi di euro.” segnala Max Fiani, Partner KPMG e coordinatore del rapporto M&A, “Si tratta di operazioni molto rilevanti, che riportano il nostro Paese al centro dell’attenzione internazionale”.

Tornando alle operazioni già finalizzate, ancora una volta vivacissimo si è dimostrato l’interesse degli investitori esteri verso gli asset italiani: nei primi sei mesi si sono registrate 132 operazioni in ingresso per un controvalore di circa 9,7 miliardi di euro, in crescita di 3 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. A contribuire in maniera importante è stato il processo di rifocalizzazione sul core business intrapreso da Unicredit, che ha ceduto le partecipazioni in Bank Pekao e Pioneer Investments rispettivamente alla polacca Powszechny Zakład Ubezpieczeń ed alla francese Amundi. Le due operazioni esprimono un controvalore complessivo di 5,9 miliardi di euro.

Sempre in ingresso sul mercato italiano vanno evidenziate anche il passaggio del Milan ad una cordata di investitori cinesi per 520 milioni e l’acquisizione dell’azienda di software toscana Tagetik al colosso olandese dell’editoria Wolters Kluvers per circa 300 milioni.

In crescita anche il numero di operazioni all’interno del mercato domestico: nel periodo considerato sono state finalizzate ben 183 operazioni contro le 145 del primo semestre 2016. Molto attive, in particolare, si sono rivelate le piccole-medie aziende: solo 8 sono state le operazioni che hanno registrato controvalore superiore ai 100 milioni. A risentirne è stato il controvalore totale delle operazioni finalizzate, che si è attestato a soli 4,3 miliardi (contro gli 8,5 miliardi registrati dodici mesi fa). Bisogna però sottolineare che operazioni di sistema nel settore financial services, destinate ad avere rilevanza a livello nazionale, sono state registrate a valori di equity irrisori, in funzione della rilevanza delle passività acquisite – è questo il caso, ad esempio delle good bank (Etruria, Marche e CariChieti), aggiudicate da parte di UBI per il controvalore simbolico di 1 euro.

In stand-by, il filone delle operazioni Italia su estero: solo 75 operazioni finalizzate per un totale di quasi 3 miliardi di euro. Da segnalare l’acquisizione della brasiliana CELG Distribuicao nell’ambito del programma di sviluppo del Gruppo ENEL in Sudamerica (665 milioni di euro). In evidenza anche l’operazione registrata nel comparto assicurativo con l’acquisizione delle attività italiane di UNIQA Assicurazioni da parte di Reale Mutua per 295 milioni di euro.

A livello settoriale, il contributo del Consumer e dell’Industrial Market in termine di numero di operazioni è stato superiore al 50%; la maggior concentrazione in termini di controvalore si è però registrata sui deal del settore Financial Services (oltre 8,5 miliardi sui 16,6 totali).

Solo 11 le operazioni di IPO, di cui 7 nel segmento AIM, 3 nell’MTA ed 1 nello STAR, cui si può sommare l’ammissione sui listini nazionali della società aerospaziale Avio, tramite fusione con la SPAC Space2. Altri nomi di rilievo da segnalare sono Banca Farmafactoring ed Unieuro.

Per Max Fiani “Il mercato italiano in questa fase sembra caratterizzato da due grandi temi: l’interesse degli investitori esteri per gli asset italiani che ormai è un trend consolidato di medio periodo e il processo di ristrutturazione del sistema bancario. In prospettiva auspichiamo che ripartano i processi di consolidamento dimensionale nei settore chiave del Made in Italy come la meccanica, il food, il fashion, che consentirebbero di accelerare il percorso di recupero di competitività a livello di “sistema Paese”.

 

Scarica il PDF con le 'Top 10 operazioni finalizzate primo semestre 2017' e le 'Top 10 operazioni “pipeline”'.

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