M&A nel 2016: le banche tornano protagoniste

KPMG Corporate Finance: mercato M&A in Italia

Mercato M&A in Italia: il rapporto KPMG Corporate Finance

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  • Nel 2016 sono state chiuse 740 operazioni (+25% sul 2015) per circa 56 miliardi di euro;
  • Anno record per il Financial Services con 76 operazioni per 21,2 miliardi di euro; 
  • Per il 2017 già annunciate operazioni per oltre 14 miliardi di euro.  

 

Milano, 16 dicembre 2016 – Nel 2016 il mercato italiano delle fusioni e acquisizioni ha registrato circa 740 operazioni (+25% rispetto alle 583 del 2015) per un controvalore complessivo pari a circa 56 miliardi di euro (in linea rispetto ai 56 miliardi del 2015). 

 

L’anno che si sta per chiudere segna il ritorno in primo piano del settore Financial Services, trainato dal processo di concentrazione e ristrutturazione in atto nel comparto bancario: il settore, infatti, ha registrato un totale di 76 operazioni per un controvalore complessivo pari a 21,2 miliardi di euro. Tra le operazioni più rilevanti la fusione tra Banco Popolare e BPM per circa 2,9 miliardi di euro; le ricapitalizzazioni di Banca di Vicenza e Veneto Banca da parte del Fondo Atlante (rispettivamente 1,5 ed 1 miliardo di euro); in chiave internazionale va evidenziata l’acquisizione di PartnerRe da parte di Exor che con i suoi 6,9 miliardi di euro di controvalore è stata l’operazione più importante per controvalore dell’intero 2016. 

Per Max Fiani, Partner KPMG e curatore del rapporto “Considerata la complessità e le turbolenze del quadro sia a livello macroeconomico che geopolitico, dalla Brexit alle presidenziali USA, dal referendum costituzionale in Italia fino allo scenario dei tassi Fed, riteniamo che il risultato conseguito dal mercato italiano sia positivo.” 

Vanno anche registrati alcuni segnali incoraggianti – prosegue sempre Fiani - che dal nostro punto di vista evidenziano una modernizzazione del mercato finanziario italiano come ad esempio le OPA concorrenziali su RCS e Alerion, e l’attivismo Italia su estero con importanti acquisizioni di taglio industriale tra cui spiccano le operazioni messe a segno da Campari e Lavazza in Francia su Grand Marnier e Carte Noir”.

Per quanto riguarda la direzione delle operazioni, come già accennato, è particolarmente positivo il dato relativo alle operazioni Italia su Estero: nel corso del 2016 si sono concluse 142 acquisizioni oltreconfine per un controvalore di 13,5 miliardi di euro (97 transazioni per 10,2 miliardi nel 2015) che rappresenta il dato più elevato degli ultimi anni. 

Più contenuta rispetto al recente passato, invece, è risultata la spinta degli investitori esteri verso gli asset italiani: 240 operazioni realizzate per un controvalore complessivo di 18,9 miliardi di euro pari a circa un terzo del totale (contro il 57% del 2015). Solo 3 tra le prime 10 operazioni per controvalore sono state messe a segno da operatori esteri: Heidelberg Cement ha completato in due fasi l’acquisizione di Italcementi per un controvalore di circa 3,7 miliardi di euro, acquisendo inizialmente la quota detenuta da Italmobiliare e completando successivamente l’OPA sul resto delle azioni; LKQ Corporation ha rilevato il 100% di Rhiag, gruppo italiano leader dei ricambi aftermarket per il settore automobilistico per una cifra vicina al miliardo di euro; il fondo Antin Infrastructure ha agito da capofila nella cordata che ha rilevato Grandi Stazioni da Ferrovie dello Stato per circa 950 milioni di euro. 

Particolarmente vivace il settore Infrastrutture, con 93 operazioni pari a circa 7,1 miliardi di euro. Sugli scudi Atlantia, che dopo aver acquisito il 21,3% del capitale di Save ha poi rilevato anche una partecipazione del 48% nella società di gestione dell’aeroporto di Nizza. Nel settore si sono registrati investimenti sia in entrata che in uscita, con gli spagnoli di Abertis che hanno rilevato La Serenissima e Salini che ha conquistato l’americana The Lane Corporation (379 milioni di euro). 

Sempre a livello settoriale in evidenza il processo di concentrazione nell’editoria che unito alle dinamiche di trasformazione del settore Telco, ha guidato il macro comparto TMT (Technologies, Media, Telecom) che ha registrato ben 108 operazioni per un controvalore complessivo pari a 4,3 miliardi di euro. 

Dopo il record di IPO registrato nel 2015, con 30 quotazioni ed una raccolta complessiva di circa 6,6 miliardi di euro, il 2016 ha sofferto la volatilità dei mercati determinando un atteggiamento attendista da parte di alcune aziende potenzialmente candidate alle IPO. In totale, le quotazioni nel corso dell’anno sono state 15 per una raccolta complessiva di 1,5 miliardi di euro. Tra le più significative si possono menzionare il collocamento del 46,6% del capitale di Enav per una raccolta di 834 milioni di euro e del 28,8% di Technogym, per 187 milioni di euro.

Le società italiane acquisite da fondi di Private Equity nel periodo sono state 93, di cui 50 acquisite da fondi italiani (controvalore complessivo pari a 2,0 miliardi di euro) e 43 da fondi esteri (controvalore complessivo pari a 4,4 miliardi di euro). Solo 7 invece le acquisizioni all’estero da parte di fondi italiani, delle quali 3 finalizzate da Ambienta e 2 dal fondo Charme, che fa capo a Luca Cordero di Montezemolo. Le transazioni di maggiore interesse hanno riguardato Engineering, delistata a seguito di un’OPA lanciata da Apax e NB Reinassance; Artsana, rilevata da Investindustrial e Saipem, in cui CDP Equity ha rilevato una quota di minoranza.

Guardando al 2017 siamo positivi perché il mercato ci sembra ben impostato con una pipeline di operazioni già annunciate molto consistente in termini di controvalori e volumi. Già nel corso dei primi mesi del nuovo anno dovrebbero raggiungere il closing operazioni per un controvalore complessivo di circa 14 miliardi di euro.” Sottolinea sempre Fiani.

Tra le più rilevanti, oltre alla già citata Pioneer, si segnalano la cessione della quota di Unicredit in Bank Pekao per un controvalore di 2,5 miliardi di euro e la cessione del Milan da parte di Fininvest ad investitori cinesi per circa 500 milioni di euro, oltre alla finalizzazione dell’OPA lanciata da D’Ieteren sul capitale di Moleskine (300 milioni di euro).  Secondo gli analisti KPMG, nel 2017 proseguirà il trend relativo al comparto bancario, sia con riferimento alle aggregazioni di banche di media dimensione (tra le altre, UBI sembra vicino a chiudere l’acquisto delle tre good banks nate dalle ceneri di Banca Etruria, CariChieti e Banca Marche) che alla cessione di attività non-core al fine di migliorare i ratio patrimoniali (il closing relativo alla cessione di Pioneer Investments ad Amundi da parte di Unicredit è atteso per la prima metà del 2017). 

Sarà da seguire con interesse l’evoluzione del settore “Technologies, Media & Telecommunication”, i cui player, trovandosi ad affrontare un contesto competitivo in continua evoluzione, vedono nell’M&A una modalità efficiente di ampliamento del portafoglio di servizi. Peraltro sullo sfondo si ripropone il tema dell’italianità dei grandi gruppi quotati italiani e di come combinare il tema dell’attrazione degli investimenti esteri con la proprietà degli asset nazionali.” Conclude Fiani

 

Nota:

Si segnala che il dato sui controvalori include operazioni che dovrebbero essere finalizzate entro il 31 dicembre 2016 per un controvalore pari a oltre 2 miliardi di euro, tra cui l’ingresso di ENEL in Metroweb (714 milioni di euro). 

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