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L’M&A nel primo semestre supera i 25 miliardi di euro

Si tratta del risultato migliore dal 2008.

M&A in Italia nel primo semestre 2016: il rapporto KPMG Corporate Finance.

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Si tratta del risultato migliore dal 2008, ma per la seconda parte dell’anno ci sono timori per l’impatto della Brexit. 

Milano, 28 giugno 2016 – Il mercato M&A italiano nel primo semestre del 2016 ha registrato 298 operazioni per un controvalore di 25,3 miliardi di euro, in aumento del 47,1% rispetto ai 17,2 miliardi del primo semestre 2015.

“Nonostante il risultato sia influenzato dall’incidenza di pochi grandi deal (le prime 10 operazioni rappresentano più del 65% del controvalore totale) va comunque evidenziato che si tratta del risultato migliore dal 2008”, segnala Max Fiani, Partner KPMG e coordinatore del rapporto M&A.

Sul mercato si conferma l’interesse degli investitori esteri verso gli asset italiani: nei primi sei mesi si sono registrate 105 operazioni in ingresso per un controvalore di circa 6,7 miliardi di euro. I principali operatori sono stati compratori industriali. Tra le operazioni più rilevanti si possono evidenziare l’acquisizione di Rhiag da parte del gruppo LKQ per circa un miliardo di euro e l’operazione nel settore immobiliare che ha visto l’acquisizione da parte di un gruppo di investitori istituzionali guidati da York Capital di 8 immobili nel centro di Roma (tra cui Palazzo Marini) dal gruppo Scarpellini, per un valore di circa 750 milioni di euro. Inoltre, tra le operazioni non ancora concluse, va ricordata l’acquisizione di Italcementi da parte di Heidelberg Cement per circa 3,7 miliardi di euro.

Per quanto riguarda le acquisizioni italiane all’estero, il numero di deal si è attestato a 48 operazioni per un controvalore di 10,1 miliardi. Quest’ultimo dato è pesantemente influenzato dall’acquisizione del gruppo PartnerRe da parte di Exor, società d’investimento della famiglia Agnelli, che, con i suoi 6,9 miliardi di euro di controvalore, risulta anche l’operazione più significativa conclusa nel periodo. Sempre sulla direttrice Italia su Estero vanno ricordate anche altre operazioni di taglio industriale tra cui: l’acquisizione dei marchi e delle attività di Carte Noire, società francese specializzata nella lavorazione e torrefazione di caffè, da parte di Lavazza per 700 milioni; l’acquisizione da parte del Gruppo Gavio di una partecipazione di controllo (41%) nel gruppo autostradale brasiliano Ecorodovias per 476 milioni di euro e l’acquisizione della statunitense Lane Corporation da parte di Salini Impregilo per un totale di 379 milioni di euro. Il 27 giugno si è chiusa l’OPA di Campari sulle azioni di Grand Marnier che ha portato il gruppo italiano a detenere il controllo del gruppo francese per un controvalore complessivo di circa 670 milioni di euro.

Dinamico anche il segmento delle operazioni M&A Italia su Italia: 145 operazioni chiuse per un controvalore di 8,5 miliardi di euro. All’interno del settore bancario si è registrato un processo di consolidamento che ha visto, tra le altre, l’acquisizione di Banca Popolare di Vicenza da parte del Fondo Atlante per circa 1,5 miliardi di euro, e la fusione tra Banca Prealpi e Banca Atestina. Anche nel settore industriale si sono viste alcune interessanti operazioni di consolidamento come ad esempio l’acquisizione di Italchimici da parte di Recordati nel settore chimico/farmaceutico (130 milioni di euro di Enterprise Value) e l’acquisizione di Emmeci da parte di Coesia, finalizzata all’espansione nel settore del packaging per prodotti di lusso. Rilevanti le vicende che hanno interessato RCS Media Group, che ad aprile ha concluso la dismissione della divisione Libri per 127 milioni di euro, e ora si trova al centro di un’asta competitiva che vede Cairo e un gruppo di investitori guidati da Investindustrial contendersi il controllo del principale gruppo editoriale italiano.

A livello settoriale, il Consumer Market risulta il comparto più dinamico con 85 operazioni completate che corrispondono a un controvalore di circa 4,4 miliardi di euro (circa il 17% del totale dei volumi del semestre). Il segmento che rappresenta il maggior peso relativo sul controvalore totale è il settore Financial Services che, con 9,5 miliardi di euro, circa il 38% del controvalore totale (va prestata attenzione al fatto che che quest’ultimo dato è pesantemente influenzato dall’operazione PartnerRe – Exor). Bene anche il comparto Industrial Markets con circa 79 operazioni per un totale di 2,3 miliardi di euro (circa il 9% dei volumi del semestre).

Con riferimento alle operazioni di IPO, l’incertezza che ha caratterizzato i mercati ha limitato il numero di quotazioni nel periodo. Infatti, nel semestre si sono registrate solo 6 operazioni di IPO. Le più rilevanti sono state la collocazione del 59,7% del capitale di Coima Res, società di investimento immobiliare della famiglia Catella, con una raccolta che si è attestata a circa 215 milioni di euro e il debutto in borsa di Technogym, che ha collocato il 28,8% del capitale, raccogliendo circa 186 milioni di euro. Lo scenario futuro rimane incerto anche alla luce dei risultati del referendum sulla “Brexit”. A questo proposito sarà interessante osservare il comportamento di società come Valvitalia, Avio ed Enav che stanno considerando l’ipotesi quotazione.

Le acquisizioni che hanno coinvolto fondi di Private Equity sono state circa 40 per un controvalore di 2,7 miliardi di euro. I principali operatori che hanno influenzato maggiormente il mercato sono: Apax e Neuberger Berman che insieme hanno acquisito il 73,4% di Engineering per un controvalore totale di 606 milioni di euro circa; Fondo Strategico Italiano che ha acquisito il 12,5% di Saipem per circa 463 milioni di euro; il fondo Macquarie European Infrastructure che ha acquisito una quota del 49% in Hydro Dolomiti per circa 335 milioni di euro e BC Partners che ha acquisito una partecipazione del 85% in Cigierre per circa 310 milioni di euro. Tra le operazioni che riguardano fondi di Private Equity in attesa di formalizzazione ufficiale, si segnala l’acquisizione di Sisal da parte di CVC Capital Partners per un controvalore pari a 330 milioni di euro più il debito (circa. 600 milioni di euro).

Analizzando la pipeline delle operazioni già annunciate ed in via di finalizzazione vediamo che queste esprimono un controvalore di circa 20,7 miliardi di euro. Tra le operazioni più rilevanti si segnalano l’acquisizione di Pioneer Investments Management da parte di Banco Santander e la fusione tra BPM e Banco Popolare, entrambe per un controvalore di circa 3 miliardi di euro. Ma a contrastare il trend che sembrava orientato verso un consolidamento del mercato M&A italiano ci sono gli effetti della Brexit con la forte volatilità sui mercati finanziari già manifestata in questi giorni.

Per Max Fiani “Le previsioni per la fine dell’anno vanno riviste alla luce dell’impatto della Brexit sui mercati finanziari e del clima di forte incertezza legato al processo di uscita dell’UK dalla UE. Tutta l’attività M&A che riguarda aziende quotate che tipicamente prevedono scambi “carta contro carta” rischia di essere congelata. In questo scenario è probabile anche il rinvio di alcune IPO già programmate. Infine, occorre anche valutare l’impatto sull’attività dei grandi fondi di Private Equity con base a Londra.”

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