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La Leadership per il cambiamento

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Visione sistemica, spirito critico, trasparenza, apertura e condivisione della conoscenza

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Grazie anche all’affermazione pervasiva delle piattaforme social, quando si parla di digital transformation tende a prevalere un modello di comunicazione di tipo ‘consumistico’ fatto prevalentemente di slogan ad effetto. Un modello che rischia di essere riduttivo rispetto alla complessità dell’innovazione e al suo impatto sulle aziende. La conseguenza è quella di banalizzare certi processi. Un primo accento va posto, dunque, sulla necessità di individuare nuovi modelli di comunicazione per divulgare il cambiamento in atto. Va evitato un divide culturale tra elìte che si trovano su posizioni di frontiera rispetto a certi processi, e il resto dei cittadini/lavoratori che rischiano di subire questa trasformazione senza avere la piena consapevolezza della portata di questi fenomeni. In questa ottica tutti gli attori, istituzioni, scuole, imprese, sono chiamati ad impegnarsi in uno sforzo di ‘alfabetizzazione’ digitale.

L’affermazione dei nuovi modelli non è un fatto immediato. Richiede tempi fisiologici di ‘metabolizzazione’. Le organizzazioni, infatti, devono far coesistere nel presente, il passato ed il futuro dell’organizzazione. Si tratta di un processo che al tempo stesso è distruttivo (sconvolgendo un modello consolidato) ed evolutivo (per la necessità di governare le nuove dinamiche).

Per portarlo a compimento bisogna riscrivere il DNA del management per come lo abbiamo conosciuto. Ma serve anche un nuovo stile di leadership caratterizzato da visione sistemica, spirito critico e capacità di convivere con dinamiche complesse sempre più caotiche e disordinate e allo stesso tempo anche sempre più interdipendenti e connesse. Una leadership improntata ai principi della trasparenza, dell’accesso e della condivisione della conoscenza, capace di abbandonare gerarchia e centralizzazione dei processi decisionali per approdare verso culture organizzative orientate alla collaborazione e alla co-gestione dei processi conoscitivi. Si tratta, come si può intuire, di una sfida ‘epocale’, ma da cui passa veramente il destino competitivo delle nostre imprese.

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