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Con una previsione di crescita del 3% per quest'anno, la Polonia è l'unico paese dell'Unione Europea ad aver attraversato indenne la crisi economica. Da quando la Polonia è entrata a far parte dell'Unione europea, gli investimenti diretti italiani nel paese sono aumentati in modo significativo, superando nel 2013 i 9,1 miliardi di euro e mettendo l'Italia al sesto posto tra gli investitori dietro Germania, Olanda, Francia, Lussemburgo e Spagna.

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Il report, realizzato da KPMG, offre una panoramica sul potenziale di cooperazione economica tra Italia e Polonia.

 

Le cinque aree nelle quali gli investitori italiani vedono le maggiori possibilità di interscambio tra i due paesi nei prossimi dieci anni sono l'agroalimentare, l'automotive, i beni di lusso, il tessile, il calzaturiero e il turismo.

 

Tra i punti di forza della Polonia investimenti, dimensioni del mercato interno, logistica, finanziamenti pubblici e manodopera qualificata.

 

Dall'analisi KPMG si evince che ci sono molti altri elementi che fanno preferire la Polonia ad altri contesti per le imprese italiane: affinità culturale, stabilità politica e un costo del lavoro che resta ancora competitivo rispetto ai paesi occidentali.

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